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L'etimologia della parola Matrimonio - Il matrimonio nella Legge italiana - Gli anniversari di nozze - Il riso come portafortuna - Chic vs. Kitsch - Matrimonio Ortodosso - Matrimonio Celtico - Matrimonio ebraico - Matrimonio Cinese - Matrimonio giapponese - Matrimonio russo - Matrimonio induista - Matrimonio polinesiano - Matrimonio marocchino - La festa di Halloween - Il matrimonio nel Medioevo


Etimologia della parola "Matrimonio"

La parola matrimonio deriva dal latino matrimonium, ossia dall'unione di due parole latine, mater, madre, genitrice e munus, compito, dovere; il matrimonium era nel diritto romano un "compito della madre", intendendosi il matrimonio come un legame che rendeva legittimi i figli nati dalla unione. Analogamente la parola patrimonium indicava il "compito del padre" di provvedere al sostentamento della famiglia.

In ogni caso, l'utilizzo del termine con riferimento all'unione nuziale si sviluppò con il diritto romano nel quale si diede riconoscimento e corpo al complesso delle situazioni socio-patrimoniali legate al matrimonium.

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Il Matrimonio nella legge italiana

Nell'ordinamento giuridico italiano la materia è regolata dal cosiddetto "Diritto di famiglia".

La Costituzione italiana dedica alla famiglia tre articoli (collocati all'interno del Titolo II intitolato "Rapporti etico-sociali").

L'art. 29 stabilisce che

"La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.

Il matrimonio è ordinato sulla eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare".

L'art. 30 stabilisce che

"È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori dal matrimonio.

Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti.

La legge assicura ai figli nati fuori dal matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima.

La legge detta le norme e i limiti per la ricerca della paternità".

L'art. 31 stabilisce che

"La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose.

Protegge la maternità, l'infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo".

 Forme ed effetti del matrimonio

Il matrimonio ha effetti sull'economia dei soggetti interessati (che presso la maggior parte delle società, con esso, costituiscono un "nucleo familiare"), sulla condizione giuridica e sociale dei figli e dei coniugi. In Italia sono previste due forme di matrimonio, quello civile e quello religioso con effetti civili. I matrimoni religiosi i cui effetti sono riconosciuti civilmente dallo stato italiano sono quello celebrati davanti a un ministro di culto della confessione religiosa che ha stipulato una intesa con lo stato italiano. Il matrimonio cattolico valido solo ai fini religiosi viene definito matrimonio canonico. Attualmente sono riconosciuti i matrimoni celebrati davanti a ministri di culto delle seguenti confessioni religiose:

Chiesa cattolica (matrimonio concordatario);

Tavola valdese;

Unione italiana delle Chiese cristiane avventiste del settimo giorno;

Unione delle Comunità ebraiche italiane;

Assemblee di Dio in Italia (ADI);

Unione Battista;

Chiesa Evangelica Luterana in Italia.

 Il 4 aprile 2007 la Repubblica Italiana ha stipulato intese con alcune organizzazioni religiose che prevedono, tra l'altro, il riconoscimento degli effetti civili dei matrimoni religiosi celebrati davanti ai ministri di culto delle rispettive organizzazioni religiose. Tuttavia queste intese non sono state ancora sottoposte al Consiglio dei Ministri per la successiva trasmissione al Parlamento per la conseguente ratifica. Le intese riguardano i rapporti tra la Repubblica Italiana e le seguenti organizzazioni religiose:

 Sacra Arcidiocesi Ortodossa d'Italia ed Esarcato per l'Europa Meridionale (cristiani ortodossi che si riconoscono nel Patriarcato di Costantinopoli);

Congregazione cristiana dei Testimoni di Geova;

Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (mormoni);

Unione Induista Italiana, Sanatana Dharma Samgha.

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Gli anniversari di nozze

A seconda delle regioni o del paese di appartenenza, vi sono una serie di modi di denominare, in base al numero di anni, gli anniversari di matrimonio. Da una ricerca condotta sulla rete, è emersa una certa confusione su tali denominazioni che, tuttavia, sono tutte più o meno in linea con le canoniche "nozze d'argento, d'oro e di diamante". Tali denominazioni, in realtà, venivano usate per indicare il regalo che era d'uso farsi reciprocamente in tali ricorrenze. Ad esempio, per il 3° Anno andava regalato qualcosa di pelle o di cuoio.

Al giorno d'oggi, la classificazione tradizionale, che pur mantiene inalterato il significato storico e simbolico, va affiancata da una più moderna che suggerisce il tipo di presente da fare nelle varie occasioni.

1° anniversario: di cotone
2° : di carta
3° : di cuoio
4° : di seta
5° : di legno
6° : di ferro o di zucchero
7° : di rame o di lana
8° : di stagno
9° : di ceramica
10° : di latta
11° : di acciaio
12° : di lino
13° : di pizzo
14° : di avorio
15° : di cristallo
20° : di porcellana
25° : di argento
30° : di perle
35° : di corallo
40° : di rubino
45° : di zaffiro
50° : d’oro
55° : di smeraldo
60° : di diamante

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Il riso come portafortuna

L’antica usanza di lanciare il riso agli sposi, deriva da un’antica leggenda cinese.

Si narra che in passatola Cina fu colpita da una grande carestia, il genio buono vedendo la sofferenza dei contadini si intenerì e così volle sacrificare tutti i suoi denti disperdendoli nella palude e improvvisamente nell’acqua germogliarono migliaia di piantine di riso: da quel giorno il detto “dove c’è riso c’è abbondanza”.

 

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“Chic “ vs “Kitsch”

 Chic

fiori color viola o glicine

miniporzioni da gustare in piedi o a buffet

in tono creativo: “Finger Food”

viaggi di nozze in mete esotiche o giro del mondo

fuochi d’artificio e spettacoli di magia

cristalli e fiori tra i capelli, punti luce ai lobi e al collo

un tableau marriage divertente che racconti qualcosa di voi

matrimonio intimo con pochi parenti e tanti amici

regali personalizzati ai testimoni, anche weekend benessere

le fedi griffate con un dettaglio che distingua la fede di lei da quella di lui

 

 

Kitsch

decorazioni con la frutta

piatti pesanti e innumerevoli portate a tavola

crociere all inclusive

i gioielli esagerati

velo da sposa chilometrico

Taglio della cravatta

no alle liste chilometriche di nomi

bomboniere formato gigante

le classiche vere bombate in oro giallo

 

 

 

 

 

 

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  NOZZE DAL MONDO:

 qualche esempio di celebrazione diversa

dalla nostra cultura e religione.

 

Il Matrimonio di rito Ortodosso

Il Matrimonio è celebrato attraverso un rito d'incoronazione, compiuto con grande solennità, e significa un'unione eterna, sacramentalmente "realizzata" nel Regno di Dio.
La teologia ortodossa insiste sull'eternità sacramentale del matrimonio piuttosto che sulla sua indissolubilità legale.
Così, viene celebrato un secondo matrimonio con un rito penitenziale, in caso di vedovanza o di divorzio.
Gli uomini sposati più d'una volta non vengono ammessi al sacerdozio.
E' tollerato un nuovo matrimonio dopo il divorzio dal momento che si ritiene possibile che il sacramento del matrimonio, ricevuto la prima volta, non sia stato accolto con quella piena consapevolezza e responsabilità che lo rende pienamente effettivo.
Per tale motivo viene concessa una seconda possibilità.

Il matrimonio è composto:

- dal fidanzamento, cioè delle promesse e lo scambio degli anelli
- dalla Cerimonia dell'Incoronazione
- una danza dell'eternità

Il rito Ortodosoo - foto by  Carla Penoncelli - Fotografa     Il rito Ortodosoo - foto by  Carla Penoncelli - Fotografa

Il rito Ortodosoo - foto by  Carla Penoncelli - Fotografa

(foto di Carla Penoncelli)

I Matrimoni NON vengono celebrati:
dal 12 dicembre sino a Natale (25 dicembre);
dal Lunedì Puro sino a Pasqua;
durante la Quaresima della Dormizione (1-15 agosto);
il 5 gennaio in Vigilia della Epifania;
il 29 agosto - Decapitazione di Giovanni Battista;
il 14 Settembre - Esaltazione della Santa Croce

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Il Matrimonio Celtico

Il matrimonio tra celti era un contratto che legava due famiglie o due domini e, non sempre, coincideva con i sentimenti. Tanto che il termine per matrimonio indicava una amicizia, un contratto (caratrad).
Invece l’amore era indicato con altri termini, addirittura come una malattia del cuore.

La donna celta era una donna libera, che possedeva domini e che nella coppia poteva addirittura essere dominante nelle decisioni. Era anche già contemplata la possibilità di divorzio (25 secoli fa!!)e inoltre non esisteva il culto della verginità e della purezza per la sposa. Infatti godeva di una grande libertà sessuale e poteva avere figli da uomini diversi, da cui il fatto che le eredità erano matrilineari insomma, la madre era l’unica certa…

Nozze alla Menta - Matrimonio Celtico   Nozze alla Menta - Matrimonio Celtico

Vediamo ora in cosa consisteva un matrimonio celtico.

Per la festa di  Lughnasadh (1 agosto) si celebravano i Matrimoni di Prova che dovevano poi essere confermati entro il Beltain (1 maggio) del maggio successivo.

Se invece la coppia scopriva di non andare d’accordo allora entro sempre quella data potevano decidere di sciogliere il matrimonio.

A Beltain quindi si celebravano i matrimoni che duravano tutta la vita. Anche se alcune tradizioni parlano di matrimoni che si contraevano ogni anno.

Come già scritto in realtà il matrimonio era tra le famiglie, quindi le due famiglie stipulavano i contratti davanti al Druido. Il giorno prima della stipula i due sposi allestivano l’altare con offerte alle divinità positive sia a quelle negative che potevano generare negatività.

Le seconde venivano poi scacciate durante il rito. Si sceglieva una pietra che sarebbe stata la memoria storica: veniva lavata e purificata e poi toccata dai componenti delle due famiglie, compresi gli sposi per tramandare le energie di generazione in generazione.

Nozze alla Menta - Matrimonio Celtico  Nozze alla Menta - Matrimonio Celtico

Il rito di unione consisteva poi nello scambiarsi il calice di idromele in modo da unirsi e mettersi in relazione con la propria parte divina. Poi si scambiavano una fiamma con cui andavano ad accendere una fiamma unica ed era lo scambio dell’amore.

Nozze alla Menta - Matrimonio Celtico  Nozze alla Menta - Matrimonio Celtico

Quindi l’unione delle mani con una striscia di stoffa o un laccio che doveva poi essere conservato come simbolo della loro unione terrena. In alcuni casi era usata una verga, di stagno o altro, alle cui estremità c’erano il serpente (la Dea) e il toro (il Dio).

Nozze alla Menta - Matrimonio Celtico

Il rito si concludeva con banchetti e danze. Di solito è anche sempre presente un cerchio, sia formato dagli invitati sia segnato dal sacerdote celebrante

 INNO A TIR NA NOG

“Terra di giovinezza e terra di vita
terra priva di dolore
lontana nell'occidente dorato
sulla riva del mare azzurro
possiedo una barca di cristallo veloce
come occhi mortali non videro mai
noi andremo verso quella terra prima che cada la notte
sulla mia barca veloce e splendente.
Andremo verso la riva di quella terra assolata
libera di sacerdoti e di demoni
verso la terra della giovinezza, nell'occidente dorato
sulla riva del mare azzurro
la terra dalle valli verdeggianti
ruscelli chiari e pianure fitte d'erba
una terra di pace, serena, priva di morte e di dolore
dove è sempre estate".

Nozze alla Menta organizza il "Matrimonio a Tema Celtico" (clicca per vedere)

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Il rito del Matrimonio Ebraico

IL SIGNIFICATO

La celebrazione religiosa ebraica non può considerarsi un atto sacramentale.

E’ la benedizione di in contratto.

Nella visione strettamente religiosa, è la forma pubblica con la quale una donna viene consacrata ad un uomo e alla famiglia che si formerà.

DOVE SI CELEBRA IL RITO

La celebrazione può avvenire in un luogo aperto o in casa.
Di regola è celebrato in Sinagoga.
Anche se non indispensabile, la presenza del rabbino è tuttavia  normale.
Il maestro della comunità controlla:

 - se non vi siano impedimenti al matrimonio
- che tutto sia in regola dal punto di vista del rito

Per esempio: la presenza di almeno dieci persone (al di sotto di tale numero non si forma una comunità)

IL CORTEO NUZIALE E LA KETUBAH

Il rito del matrimonio inizia con il corteo nuziale, che si forma fuori della Sinagoga.
Gli sposi si recano poi in una saletta all’interno della Sinagoga per svolgere il rito civile sulla base delle leggi dello stato.

Il rabbino legge il testo della ketubàh alla presenza di due testimoni.
L’atto viene firmato dallo sposo e consegnato alla sposa prima che vengano recitate le benedizioni matrimoniali.

La ketubàh - Nozze alla Menta

 IL RITO SOTTO LA HUPPÀH

Il rabbino precede gli sposi sotto la huppàh, un baldacchino generalmente ricoperto di velluto rosso con ricami in oro che rappresenta la futura abitazione dei due sposi.

Sotto la huppàh oltre al rabbino e agli sposi prendono posto i genitori e i testimoni.

Quando tutti hanno preso posto sotto la huppàh e il corteo ha guadagnato il centro della sinagoga, il Rabbino  prende un calice di vino e recita la benedizione.

Gli sposi bevono dal calice e quindi lo sposo mette l’anello al dito indice della mano destra della sposa (tena’im) pronunciando la formula di rito

Huppah all'aperto - Nozze alla Menta Huppah in Sinagoga

L’atto è unilaterale perché non vi è scambio di anelli.

Lo sposo consegna alla sposa la ketubàh (contratto matrimoniale).

La celebrazione prosegue con le “Nisuin” (SETTE BENEDIZIONI) recitate dal Rabbino e dagli altri invitati.

Gli sposi bevono nuovamente dal calice.

IL RITO DAVANTI ALL’ARON

Gli sposi, accompagnati dal Rabbino e dai genitori, si avvicinano all’Aron, l'Armadio Sacro nel quale sono contenuti i rotoli della Thorah.

Durante il piccolo corteo, il cantore intona il salmo 127

I genitori pongono la mano destra sul capo degli sposi e li benedicono. 

Viene quindi aperto l’Aron e dinanzi ai rotoli della Thorah il Rabbino copre con il suo Talleth  il capo degli sposi pronunciando la benedizione.

La Torah   La lettura della Torah La celebrazione del matrimonio La benedizione e il perdono 

 LA CONCLUSIONE DEL RITO

Al termine della cerimonia  lo sposo infrange un bicchiere  per ricordare che nessuna cerimonia può considerarsi completamente lieta dopo la distruzione del tempio di Gerusalemme e l’allontanamento dalla terra Santa del popolo eletto.

Con la cerimonia nuziale gli sposi sono considerati come rinati e tutti i loro precedenti peccati sono ormai perdonati.

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Il rito del Matrimonio Cinese

In Cina la cerimonia ufficiale non viene celebrata in chiesa o in municipio bensì al ristorante. Su un palco allestito appositamente per loro, gli sposi si scambiano le promesse di amore eterno mentre gli invitati (in genere oltre un centinaio) seguono la cerimonia seduti ai tavoli, sorseggiando del tè caldo. Il rito non prevede la presenza dei testimoni bensì la figura dell’“assistente alle nozze” che affianca gli sposi per tutto l’arco della giornata.

Matrimonio cinese   Matrimonio cinese

Il colore dominante della cerimonia, a partire dal vestito della sposa, è il rosso, simbolo di prosperità e felicità. Ad adornare l’abito nuziale, una sontuosa mantella, xiapei, e un copricapo, fengguan, ornato di gioielli, frange e pietre preziose.  Oggi si usa indossare sia l’abito nuziale cinese sia quello occidentale. Buona consuetudine per la sposa è infatti cambiarsi d’abito tre volte nel corso della giornata. La mattina, l’abito tradizionale cinese, il qipao a fiori; durante la cerimonia, l’abito bianco con lo strascico, alla maniera occidentale; e la sera, come segno di buon auspicio, un abito rosso, meglio se lungo.

Matrimonio cinese  Matrimonio cinese

I simboli dominano la cerimonia del matrimonio cinese. L’uomo è simboleggiato dal dragone e la donna dalla fenice. Per seguire la tradizione, la sposa dovrebbe essere trasportata su una portantina a casa del futuro sposo, restando a digiuno e in rigoroso silenzio tutto il giorno.

Matrimonio cinese

Per sposarsi, in Cina, basta presentare la carta d’identità e il certificato di residenza. Si dà poi il via al banchetto nuziale, ma non prima che i due novelli sposi si siano avvicinati al tavolo dei genitori e si siano inchinati a loro per ben tre volte. il primo inchino è per pregare per il cielo e la terra, il secondo per i genitori e il terzo per il matrimonio. Ma il momento forse più importante della giornata è la cerimonia del tè. E' offerto e servito dagli sposi ai loro genitori, in segno di rispetto e gratitudine, per averli aiutati e guidati nella crescita.

Matrimonio cinese  

Immancabile anche in Cina, durante la cerimonia di nozze, il bouquet (si prediligono le rose e i gigli). Non è così frequente invece il "lancio" alle amiche. Ad adornare sala e tavoli fiocchi, fiori e ideogrammi. Tutto (ancora) rigorosamente rosso. In occasione del rito matrimoniale si usa attaccare il carattere che significa “doppia felicità” su un pezzo di carta rossa da porre nel luogo della cerimonia, all’ingresso di casa e nella camera nuziale. La doppia felicità auspica fortuna per le due famiglie dello sposo e della sposa.

Matrimonio cinese

Per quanto riguarda le partecipazioni, agli ospiti viene inviato un invito su carta decorata rossa. La busta verrà poi utilizzata il giorno del matrimonio per offrire agli sposi del denaro, in assoluto il regalo nuziale più apprezzato in Cina. La cifra deve essere sempre pari. Quando i fidanzati che hanno donato la loro busta si sposeranno, la coppia dovrà ricambiare il dono in denaro in misura uguale se non maggiore.

Matrimonio cinese   Matrimonio cinese

Il tipico menu nuziale è composto da otto o dodici portate e rispetta la ricchissima tradizione culinaria cinese: piatti a base di carne, zuppa di pinne di pescecane, maialino arrostito, dolci e frutta fresca in gran quantità. A suggellare il tutto fiumi di vino, birra, tè e l’immancabile grappa cinese.

Matrimonio cinese   Matrimonio cinese

fonte: STYLE.IT

 

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Il rito del Matrimonio Giapponese

 Molti giapponesi celebrano il rito scintoista in un tempio con un sacerdote del culto, altri a casa dello sposo. La sposa ha l’abito bianco che simboleggia il lutto( muore per i suoi genitori per rinascere col marito) ma anche la festa. E’ accompagnata da un nankodo, persona influente o amico di famiglia di lei, verso la casa dello sposo dove sarà celebrato il matrimonio sotto forma di banchetto. Il rito si chiama san-san-ku-do, gli sposi bevono in tre diverse coppe di misure diverse per tre volte :il nakodo accompagna gli sposi in camera da letto dove berranno ancora per tre volte da tre coppe di diverse misure.In realtà al primo banchetto, noiosissimo poiché costellato di numerosi discorsi, durante il quale alla sposa non è concesso il cibo, ne segue un secondo più divertente dove sono invitati gli amici e si fa festa.

        

 

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Il rito del Matrimonio Russo

Tra le tradizioni curiose ancora in voga nel matrimonio russo, c'è il "riscatto della sposa", un gioco organizzato dalla testimone della sposa che attende, chiusa in casa, l'arrivo dello sposo. Quest'ultimo arriva accompagnato dal suo testimone e sarà lui a negoziare un "pagamento" per poter portare via la sposa. Il riscatto non è necessariamente un pagamento in denaro, tanto che spesso diventa l'occasione per aggiungere champagne, frutta e dolci ai regali degli sposi.

Russia

Attualmente, gli abiti degli sposi sono in versione occidentale. Scuro per lui e bianco per lei (una volta lei si sposava in blu, ndr). Anche in Russia, per tradizione, lo sposo non deve vedere l'abito della futura sposa prima del matrimonio!

Russia   Russia

Si prevedono due testimoni, uno per lo sposo e una per la sposa. Fondamentale è che non siano sposati né fidanzati. La testimone della sposa è chiamata a partecipare alla scelta dell'abito e degli accessori. In più, tocca a lei organizzare l’addio al nubilato e aiutare la sposa il giorno del matrimonio.
Anche il testimone ha il dovere di aiutare lo sposo il giorno del matrimonio. Ma i testimoni sono fondamentali soprattutto nella realizzazione del gioco matrimoniale che per tradizione occupa parte della giornata: il riscatto della sposa!

Per il bouquet della sposa, il fiore più usato è sicuramente la rosa (rarissimo vedere una sposa senza bouquet!). Alla fine del banchetto anche in Russia si usa lanciarlo tra le amiche nubili in segno di buon auspicio.

Russia   Russia

Dopo la cerimonia, prima di accomodarsi per il banchetto, avviene il rito di Pane e Sale. Una delle due future suocere attende gli sposi tenendo in mano un vassoio con pane e sale. La tradizione vuole che chi tra gli sposi prenderà il pezzo di pane più grande, avrà il diritto di comandare in casa!

Russia   Russia

In Russia non è ancora arrivata l'abitudine europea della lista nozze. Agli sposi arriva quindi di tutto. Unica eccezione, coltelli e forchette: regalarli porta male!

Russia   Russia

Ad ogni matrimonio russo la gente ripete in coro "Gor'ko" , che letteralmente significa "amaro agli sposi" , e loro devono baciarsi. E' un'antica tradizione russa. Inizialmente la sposa passava davanti agli ospiti con un vassoio e offriva loro un bicchiere di vodka. L'ospite beveva la vodka e diceva Gor'ko per confermare che era davvero vodka e non acqua. In cambio lasciava denaro sul vassoio e baciava la sposa. Poi la tradizione e cambiata e adesso, al coro di Gor'ko, l'unico a baciare la sposa è il legittimo consorte!

Russia

 

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 Il rito del Matrimonio Induista

  Per la società induista , il matrimonio per la donna è una iniziazione. Ci sono otto tipi di cerimonia, la più seguita è la Brahamana. Gli sposi non si conoscono e vengono introdotti separatamente in un padiglione, poi il padre consegna sua figlia al giovane.Il giovane sposo prometterà a suo padre e alla futura moglie di comportarsi degnamente verso di lei e di rispettare i tre obiettivi della vita : benessere, devozione e piacere. La cerimonia avviene intorno al fuoco dove si depongono le offerte;

lo sposo guida la sposa intorno al fuoco annodando le sue vesti con quelle di lei , saliranno poi in cima a una macina per compiere sette passi su sette mucchietti di riso, alla fine della cerimonia verranno innaffiati con dell’acqua benedetta.

         

 

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Il rito del Matrimonio Polinesiano

Tradizionalmente il matrimonio è un’unione di sangue nelMarae, il tempio immerso nella natura,aperto a terra  ,cielo e mare. Un tempo i parenti della sposa si recavano in processione dal ragazzo portando doni e qui la festa durava tutta la notte. Il giorno dopo la coppia si recava nel Marae  dove il sacerdote li univa in matrimonio. Poi veniva steso un lenzuolo di Tapa sulla sabbia (corteccia) e la coppia vi si sedeva. Il sacerdote metteva un pezzo di canna da zucchero sulla testa degli sposi , le donne di famiglia si ferivano la fronte con denti di squalo, poi seppellivano una parte di stoffa macchiata di sangue nel Marae mentre il resto veniva diviso tra i famigliari. Al termine del rito veniva dato un nome simbolico alla coppia.

Oggi la sposa viene accompagnata nel farè da alcune ragazze ( casa tipica a palafitta), massaggiata con olio di manoi e vestita a festa con parei, collane e corone di tiarè( fiore polinesiano) e ornamenti di madreperla. Lo sposo la raggiunge in canoa, viene tatuato e vestito come un capo. Gli ospiti attendono accompagnati dalla musica dell’ukulele e da danze sensuali come il tamurè. Il sacerdote celebra poi il rito, simbolico per i turisti,a cui segue una romantica fuga in canoa e un banchetto a base di specialità locali.

 A Bali, al matrimonio partecipa l’intera comunità. Si svolge nel tempio Reale di Mengwi nel palazzo reale di Puru Aging Angantaka di fronte al capo villaggio , c’è la vestizione col sarong,

si mettono corone di fiori nei capelli della sposa, la si trucca secondo la tradizione delle danze balinesi. Si prosegue con le offerte alle divinità, il rito del riso sulle tempie come augurio di felicità, fecondità e ricchezza, si legano tra loro le mani della coppia per indicare l’indissolubilità del vincolo. Si conclude col banchetto a cui interviene l’intero paese.

    

 

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Il rito del Matrimonio Marocchino

Sopravvive una festa antichissima durante la quale si registrano davanti alle autorità i matrimoni di fatto avvenuti durante l’anno e si prendono impegni formali per i fidanzamenti dell’anno a venire. Si chiama Moussem e ha luogo nel mese di settembre vicino a Imilchil,protagoniste le tribù berbere che scendono dai monti per fare acquisti prima dell’inverno. C’è un palco per i musici e i danzatori, la tenda delle autorità sotto la quale avvengono le registrazioni dei matrimoni, incontri,contrattazioni e scambi. Nella regione dello Yunnan c’è la comunità dei Mosuo (rego delle donne): qui la discendenza è matrilineare, le donne hanno il completo controllo sulle proprietà, su ogni decisione e distribuiscono soldi e cibo.

Le donne scelgono il loro compagno . Il rito più vicino al matrimonio è lo yumijiu, un banchetto che viene organizzato solo un mese dopo la nascita del primo figlio .Dopo la cena lo sposo lascia la casa della moglie dove potrà far ritorno solo all’alba; per tutta la vita , con la luce del sole dovrà far ritorno alla famiglia d’origine obbedendo alla madre e alle sorelle. Per favorire gli incontri tra i giovani d’estate ha luogo il festival degli amanti, quando un ragazzo vede una ragazza che gli piace le solletica il palmo della mano, se lei accetta ricambia strofinando il dorso della mano di lui e il gioco è fatto!

 

 

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La Festa di Halloween

« Venite con me / È la festa di Ognissanti / Faremo tremare tutti quanti.
Gli scherzi, stavolta, son giustificati / le risa e i lazzi perfino aumentati. »
(L'albero di Halloween - The Halloween Tree, 1972)

 Halloween o Hallowe'en (fatta corrispondere alla vigilia della festa cattolica di Ognissanti) è il nome di una festa popolare di origine pre-cristiana, ora tipicamente statunitense e canadese, che si celebra la sera del 31 ottobre. Tuttavia, le sue origini antichissime affondano nel più remoto passato delle tradizioni europee: viene fatta risalire a quando le popolazioni tribali usavano dividere l'anno in due parti in base alla transumanza del bestiame. Nel periodo fra ottobre e novembre, preparandosi la terra all'inverno, era necessario ricoverare il bestiame in luogo chiuso per garantirgli la sopravvivenza alla stagione fredda: è questo il periodo di Halloween.

 In Europa la ricorrenza si diffuse con i Celti. Questo popolo festeggiava la fine dell'estate con Samhain, il loro Capodanno. In irlandese antico Samain significa infatti "fine dell'estate" (Sam, estate, e fuin, fine[1]). A sera tutti i focolari domestici venivano spenti, e riaccesi dai druidi che passavano di casa in casa con torce avvivate presso il falò sacro situato a Tlachtga, vicino alla reale Collina di Tara.

Nella dimensione circolare-ciclica del tempo, caratteristica della cultura celtica, Samhain si trovava in un punto fuori dalla dimensione temporale che non apparteneva né all'anno vecchio e neppure al nuovo; in quel momento il velo che divideva dalla terra dei morti si assottigliava ed i vivi potevano accedervi.

 I Celti non temevano i propri morti e lasciavano per loro del cibo sulla tavola in segno di accoglienza per quanti facessero visita ai vivi. Da qui l'usanza del trick-or-treat (in italiano "dolcetto o scherzetto?"). Oltre a non temere gli spiriti dei defunti, i Celti non credevano nei demoni quanto piuttosto nelle fate e negli elfi, entrambe creature considerate però pericolose: le prime per un supposto risentimento verso gli esseri umani; i secondi per le estreme differenze che intercorrevano appunto rispetto all'uomo. Secondo la leggenda, nella notte di Samhain questi esseri erano soliti fare scherzi anche pericolosi agli uomini e questo ha portato alla nascita e al perpetuarsi di molte altre storie terrificanti.

La festa di Halloween   La festa di Halloween

 Si ricollega forse a questo la tradizione odierna e più recente per cui i bambini, travestiti da streghe, zombie, fantasmi e vampiri, bussano alla porta urlando con tono minaccioso: "Dolcetto o scherzetto?". Per allontanare la sfortuna, inoltre, è necessario bussare a 13 porte diverse. Il nome "Halloween" deriva da "All Hallows Eve", che vuole dire appunto "Vigilia di Tutti i Santi", perciò "Vigilia della festa di Tutti i Santi", festa che ricorre, appunto, il 1° novembre.

Fonte: Wikipedia)

La festa di Halloween   La festa di Halloween!

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Il matrimonio nel Medioevo

LA CERIMONIA DEL FIDANZAMENTO

Gli sposi si recavano in chiesa insieme ai rispettivi genitori e parenti, il prete appurava la loro identità e procedeva con la dichiarazione di fidanzamento: "... prometti col tuo giuramento di sposare...?".

Poi iniziava il periodo dei bandi, degli annunci pubblici dell’imminente matrimonio, soprattutto per scoprire eventuali impedimenti all’unione.

LA CERIMONIA DEL MATRIMONIO

La cerimonia del matrimonio era simile a quella del fidanzamento ma, ovviamente più solenne: era celebrata di norma nell’atrio della chiesa, gli sposi vestivano di rosso e la sposa doveva avere i capelli lunghi sciolti e coperti da un velo (entrambi gli sposi poi erano coperti da un unico velo).

Il Matrimonio nel Medioevo  Il Matrimonio nel Medioevo  Il Matrimonio nel Medioevo

L’anello nuziale era scambiato e infilato al dito anulare, che "è il dito con la vena che porta direttamente al cuore".
Nei matrimoni dei nobili, soprattutto dei regnanti, l’anello portava anche delle scritte, o i nomi degli sposi, o alcune cose importanti per l’uno e per l’altra.

Il Matrimonio nel Medioevo

Nel momento dello scambio degli anelli c’era l’usanza tra gli invitati di prendersi a spintoni e a volte anche a schiaffi, per non perdere la memoria di tale evento (nella maggior parte dei casi non esistevano documenti scritti). Veniva spezzata un’unica ostia e divisa tra i due sposi, che bevevano dallo stesso calice e poi accendevano un cero alla Santa Vergine.

Alla fine della cerimonia, dopo essere usciti dalla chiesa accompagnati per mano dal prete, gli sposi, insieme ai parenti, entravano nel cimitero e andavano a pregare i propri morti.

Il Matrimonio nel Medioevo 

Sulla strada per casa parenti e amici tiravano grano agli sposi, auspicio di fertilità ed abbondanza (usanza di probabile derivazione pagana, rimasta in uso anche nelle cerimonie religiose di oggi). Poi cominciava la festa: canti, balli e ricche mangiate per giorni e giorni.

Il Matrimonio nel Medioevo  Il Matrimonio nel Medioevo

Al calar del sole della prima sera, il prete benediva la stanza e il letto dove i due giovani sposi avrebbero consumato il matrimonio, anche se molte volte succedeva che dormissero separati.
(fonte: www.medioevo.com)

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