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Wedding Planner - Torino ![]() ![]() ![]() |
![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() L'etimologia della parola Matrimonio - Il matrimonio nella Legge italiana - Gli anniversari di nozze - Il riso come portafortuna - Chic vs. Kitsch - Matrimonio Ortodosso - Matrimonio Celtico - Matrimonio ebraico - Matrimonio Cinese - Matrimonio giapponese - Matrimonio russo - Matrimonio induista - Matrimonio polinesiano - Matrimonio marocchino - La festa di Halloween - Il matrimonio nel Medioevo Etimologia della parola "Matrimonio" La parola matrimonio deriva dal latino
matrimonium, ossia dall'unione di due parole latine, mater, madre,
genitrice e munus, compito, dovere; il matrimonium era nel diritto
romano un "compito della madre", intendendosi il matrimonio come un
legame che rendeva legittimi i figli nati dalla unione. Analogamente
la parola patrimonium indicava il "compito del padre" di provvedere
al sostentamento della famiglia. In ogni caso, l'utilizzo del termine con
riferimento all'unione nuziale si sviluppò con il diritto romano nel
quale si diede riconoscimento e corpo al complesso delle situazioni
socio-patrimoniali legate al matrimonium.
Il Matrimonio nella legge italiana Nell'ordinamento giuridico italiano la materia è
regolata dal cosiddetto "Diritto di famiglia". La Costituzione italiana dedica alla famiglia tre
articoli (collocati all'interno del Titolo II intitolato "Rapporti
etico-sociali"). L'art. 29 stabilisce che "La Repubblica riconosce i diritti della famiglia
come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è ordinato sulla eguaglianza morale
e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a
garanzia dell'unità familiare". L'art. 30 stabilisce che "È dovere e diritto dei genitori mantenere,
istruire ed educare i figli, anche se nati fuori dal matrimonio. Nei casi di incapacità dei genitori, la legge
provvede a che siano assolti i loro compiti. La legge assicura ai figli nati fuori dal
matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i
diritti dei membri della famiglia legittima. La legge detta le norme e i limiti per la ricerca
della paternità". L'art. 31 stabilisce che "La Repubblica agevola con misure economiche e
altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei
compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose. Protegge la maternità, l'infanzia e la gioventù,
favorendo gli istituti necessari a tale scopo". Il matrimonio ha effetti sull'economia dei
soggetti interessati (che presso la maggior parte delle società, con
esso, costituiscono un "nucleo familiare"), sulla condizione
giuridica e sociale dei figli e dei coniugi. In Italia sono previste
due forme di matrimonio, quello civile e quello religioso con
effetti civili. I matrimoni religiosi i cui effetti sono
riconosciuti civilmente dallo stato italiano sono quello celebrati
davanti a un ministro di culto della confessione religiosa che ha
stipulato una intesa con lo stato italiano. Il matrimonio cattolico
valido solo ai fini religiosi viene definito matrimonio canonico.
Attualmente sono riconosciuti i matrimoni celebrati davanti a
ministri di culto delle seguenti confessioni religiose: Chiesa cattolica (matrimonio concordatario); Tavola valdese; Unione italiana delle Chiese cristiane avventiste
del settimo giorno; Unione delle Comunità ebraiche italiane; Assemblee di Dio in Italia (ADI); Unione Battista; Chiesa Evangelica Luterana in Italia. Congregazione cristiana dei Testimoni di Geova; Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi
Giorni (mormoni);
A seconda delle regioni o del paese di appartenenza, vi sono una serie di modi di denominare, in base al numero di anni, gli anniversari di matrimonio. Da una ricerca condotta sulla rete, è emersa una certa confusione su tali denominazioni che, tuttavia, sono tutte più o meno in linea con le canoniche "nozze d'argento, d'oro e di diamante". Tali denominazioni, in realtà, venivano usate per indicare il regalo che era d'uso farsi reciprocamente in tali ricorrenze. Ad esempio, per il 3° Anno andava regalato qualcosa di pelle o di cuoio. Al giorno d'oggi, la classificazione tradizionale, che pur mantiene inalterato il significato storico e simbolico, va affiancata da una più moderna che suggerisce il tipo di presente da fare nelle varie occasioni.
L’antica usanza di lanciare il riso agli sposi, deriva da un’antica leggenda cinese. Si narra che in passatola Cina fu colpita da una grande carestia, il genio buono vedendo la sofferenza dei contadini si intenerì e così volle sacrificare tutti i suoi denti disperdendoli nella palude e improvvisamente nell’acqua germogliarono migliaia di piantine di riso: da quel giorno il detto “dove c’è riso c’è abbondanza”.
NOZZE DAL MONDO: qualche esempio di celebrazione diversa dalla nostra cultura e religione.
Il Matrimonio di rito Ortodosso
Il Matrimonio è celebrato attraverso un rito
d'incoronazione, compiuto con grande solennità, e significa
un'unione eterna, sacramentalmente "realizzata" nel Regno di
Dio.
Il matrimonio è composto:
(foto di Carla Penoncelli)
I Matrimoni NON vengono celebrati:
Il matrimonio tra celti
era un contratto che legava due famiglie o due domini e, non sempre,
coincideva con i sentimenti. Tanto che il termine per matrimonio
indicava una amicizia, un contratto (caratrad). La donna celta era una donna libera, che possedeva domini e che nella coppia poteva addirittura essere dominante nelle decisioni. Era anche già contemplata la possibilità di divorzio (25 secoli fa!!)e inoltre non esisteva il culto della verginità e della purezza per la sposa. Infatti godeva di una grande libertà sessuale e poteva avere figli da uomini diversi, da cui il fatto che le eredità erano matrilineari insomma, la madre era l’unica certa…
Vediamo ora in cosa consisteva un matrimonio celtico. Per la festa di Lughnasadh (1 agosto) si celebravano i Matrimoni di Prova che dovevano poi essere confermati entro il Beltain (1 maggio) del maggio successivo. Se invece la coppia scopriva di non andare d’accordo allora entro sempre quella data potevano decidere di sciogliere il matrimonio. A Beltain quindi si celebravano i matrimoni che duravano tutta la vita. Anche se alcune tradizioni parlano di matrimoni che si contraevano ogni anno. Come già scritto in realtà il matrimonio era tra le famiglie, quindi le due famiglie stipulavano i contratti davanti al Druido. Il giorno prima della stipula i due sposi allestivano l’altare con offerte alle divinità positive sia a quelle negative che potevano generare negatività. Le seconde venivano poi scacciate durante il rito. Si sceglieva una pietra che sarebbe stata la memoria storica: veniva lavata e purificata e poi toccata dai componenti delle due famiglie, compresi gli sposi per tramandare le energie di generazione in generazione.
Il rito di unione consisteva poi nello scambiarsi il calice di idromele in modo da unirsi e mettersi in relazione con la propria parte divina. Poi si scambiavano una fiamma con cui andavano ad accendere una fiamma unica ed era lo scambio dell’amore.
Quindi l’unione delle mani con una striscia di stoffa o un laccio che doveva poi essere conservato come simbolo della loro unione terrena. In alcuni casi era usata una verga, di stagno o altro, alle cui estremità c’erano il serpente (la Dea) e il toro (il Dio).
Il rito si concludeva con
banchetti e danze. Di solito è anche sempre presente un cerchio, sia
formato dagli invitati sia segnato dal sacerdote celebrante
“Terra di giovinezza e
terra di vita
Il rito del Matrimonio Ebraico IL SIGNIFICATO La celebrazione religiosa ebraica non può considerarsi un atto sacramentale. E’ la benedizione di in contratto. Nella visione strettamente religiosa, è la forma pubblica con la quale una donna viene consacrata ad un uomo e alla famiglia che si formerà. DOVE SI CELEBRA IL RITO La celebrazione può avvenire in un luogo aperto o
in casa. - se non vi siano impedimenti al matrimonio Per esempio: la presenza di almeno dieci persone (al di sotto di tale numero non si forma una comunità) IL CORTEO NUZIALE E LA KETUBAH Il rito del matrimonio inizia con il corteo
nuziale, che si forma fuori della Sinagoga. Il rabbino legge il testo della
ketubàh alla
presenza di due testimoni.
IL RITO SOTTO LA HUPPÀH Il rabbino precede gli sposi sotto la huppàh, un baldacchino generalmente ricoperto di velluto rosso con ricami in oro che rappresenta la futura abitazione dei due sposi. Sotto la huppàh oltre al rabbino e agli sposi prendono posto i genitori e i testimoni. Quando tutti hanno preso posto sotto la huppàh e il corteo ha guadagnato il centro della sinagoga, il Rabbino prende un calice di vino e recita la benedizione. Gli sposi bevono dal calice e quindi lo sposo mette l’anello al dito indice della mano destra della sposa (tena’im) pronunciando la formula di rito
![]() L’atto è unilaterale perché non vi è scambio di anelli. Lo sposo consegna alla sposa la ketubàh (contratto matrimoniale). La celebrazione prosegue con le “Nisuin” (SETTE BENEDIZIONI) recitate dal Rabbino e dagli altri invitati. Gli sposi bevono nuovamente dal calice. IL RITO DAVANTI ALL’ARON Gli sposi, accompagnati dal Rabbino e dai genitori, si avvicinano all’Aron, l'Armadio Sacro nel quale sono contenuti i rotoli della Thorah. Durante il piccolo corteo, il cantore intona il salmo 127 I genitori pongono la mano destra sul capo degli sposi e li benedicono. Viene quindi aperto l’Aron e dinanzi ai rotoli della Thorah il Rabbino copre con il suo Talleth il capo degli sposi pronunciando la benedizione.
LA CONCLUSIONE DEL RITO Al termine della cerimonia lo sposo infrange un bicchiere per ricordare che nessuna cerimonia può considerarsi completamente lieta dopo la distruzione del tempio di Gerusalemme e l’allontanamento dalla terra Santa del popolo eletto. Con la cerimonia nuziale gli sposi sono considerati come rinati e tutti i loro precedenti peccati sono ormai perdonati.
In Cina la cerimonia ufficiale non viene
celebrata in chiesa o in municipio bensì al ristorante. Su un palco
allestito appositamente per loro, gli sposi si scambiano le promesse
di amore eterno mentre gli invitati (in genere oltre un centinaio)
seguono la cerimonia seduti ai tavoli, sorseggiando del tè caldo. Il
rito non prevede la presenza dei testimoni bensì la figura
dell’“assistente alle nozze” che affianca gli sposi per tutto l’arco
della giornata.
Il colore dominante della
cerimonia, a partire dal vestito della sposa, è il rosso, simbolo di
prosperità e felicità. Ad adornare l’abito nuziale, una sontuosa
mantella, xiapei, e un copricapo, fengguan, ornato di gioielli,
frange e pietre preziose.
Oggi si usa indossare sia l’abito
nuziale cinese sia quello occidentale. Buona consuetudine per la
sposa è infatti cambiarsi d’abito tre volte nel corso della
giornata. La mattina, l’abito tradizionale cinese, il qipao a fiori;
durante la cerimonia, l’abito bianco con lo strascico, alla maniera
occidentale; e la sera, come segno di buon auspicio, un abito rosso,
meglio se lungo.
I simboli dominano la cerimonia del matrimonio
cinese. L’uomo è simboleggiato dal dragone e la donna dalla fenice.
Per seguire la tradizione, la sposa dovrebbe essere trasportata su
una portantina a casa del futuro sposo, restando a digiuno e in
rigoroso silenzio tutto il giorno.
Per sposarsi, in Cina, basta presentare la carta
d’identità e il certificato di residenza. Si dà poi il via al
banchetto nuziale, ma non prima che i due novelli sposi si siano
avvicinati al tavolo dei genitori e si siano inchinati a loro per
ben tre volte. il primo inchino è per pregare per il cielo e la
terra, il secondo per i genitori e il terzo per il matrimonio. Ma il
momento forse più importante della giornata è la cerimonia del tè.
E' offerto e servito dagli sposi ai loro genitori, in segno di
rispetto e gratitudine, per averli aiutati e guidati nella crescita.
Immancabile anche in Cina, durante la cerimonia
di nozze, il bouquet (si prediligono le rose e i gigli). Non è così
frequente invece il "lancio" alle amiche. Ad adornare sala e tavoli
fiocchi, fiori e ideogrammi. Tutto (ancora) rigorosamente rosso. In
occasione del rito matrimoniale si usa attaccare il carattere che
significa “doppia felicità” su un pezzo di carta rossa da porre nel
luogo della cerimonia, all’ingresso di casa e nella camera nuziale.
La doppia felicità auspica fortuna per le due famiglie dello sposo e
della sposa.
Per quanto riguarda le partecipazioni, agli
ospiti viene inviato un invito su carta decorata rossa. La busta
verrà poi utilizzata il giorno del matrimonio per offrire agli sposi
del denaro, in assoluto il regalo nuziale più apprezzato in Cina. La
cifra deve essere sempre pari. Quando i fidanzati che hanno donato
la loro busta si sposeranno, la coppia dovrà ricambiare il dono in
denaro in misura uguale se non maggiore.
Il tipico menu nuziale è composto da otto o
dodici portate e rispetta la ricchissima tradizione culinaria
cinese: piatti a base di carne, zuppa di pinne di pescecane,
maialino arrostito, dolci e frutta fresca in gran quantità. A
suggellare il tutto fiumi di vino, birra, tè e l’immancabile grappa
cinese.
fonte: STYLE.IT
![]() Il rito del Matrimonio Giapponese Molti giapponesi celebrano il rito scintoista in un tempio con un sacerdote del culto, altri a casa dello sposo. La sposa ha l’abito bianco che simboleggia il lutto( muore per i suoi genitori per rinascere col marito) ma anche la festa. E’ accompagnata da un nankodo, persona influente o amico di famiglia di lei, verso la casa dello sposo dove sarà celebrato il matrimonio sotto forma di banchetto. Il rito si chiama san-san-ku-do, gli sposi bevono in tre diverse coppe di misure diverse per tre volte :il nakodo accompagna gli sposi in camera da letto dove berranno ancora per tre volte da tre coppe di diverse misure.In realtà al primo banchetto, noiosissimo poiché costellato di numerosi discorsi, durante il quale alla sposa non è concesso il cibo, ne segue un secondo più divertente dove sono invitati gli amici e si fa festa.
Tra le tradizioni curiose ancora in voga nel matrimonio russo, c'è il "riscatto della sposa", un gioco organizzato dalla testimone della sposa che attende, chiusa in casa, l'arrivo dello sposo. Quest'ultimo arriva accompagnato dal suo testimone e sarà lui a negoziare un "pagamento" per poter portare via la sposa. Il riscatto non è necessariamente un pagamento in denaro, tanto che spesso diventa l'occasione per aggiungere champagne, frutta e dolci ai regali degli sposi.
Attualmente, gli abiti degli sposi sono in versione occidentale. Scuro per lui e bianco per lei (una volta lei si sposava in blu, ndr). Anche in Russia, per tradizione, lo sposo non deve vedere l'abito della futura sposa prima del matrimonio!
Si prevedono due testimoni, uno per lo
sposo e una per la sposa. Fondamentale è che non siano
sposati né fidanzati. La testimone della sposa è chiamata a
partecipare alla scelta dell'abito e degli accessori. In
più, tocca a lei organizzare l’addio al nubilato e aiutare
la sposa il giorno del matrimonio. Per il bouquet della sposa, il fiore più usato è sicuramente la rosa (rarissimo vedere una sposa senza bouquet!). Alla fine del banchetto anche in Russia si usa lanciarlo tra le amiche nubili in segno di buon auspicio.
Dopo la cerimonia, prima di accomodarsi per il banchetto, avviene il rito di Pane e Sale. Una delle due future suocere attende gli sposi tenendo in mano un vassoio con pane e sale. La tradizione vuole che chi tra gli sposi prenderà il pezzo di pane più grande, avrà il diritto di comandare in casa!
In Russia non è ancora arrivata l'abitudine europea della lista nozze. Agli sposi arriva quindi di tutto. Unica eccezione, coltelli e forchette: regalarli porta male!
Ad ogni matrimonio russo la gente ripete in coro "Gor'ko" , che letteralmente significa "amaro agli sposi" , e loro devono baciarsi. E' un'antica tradizione russa. Inizialmente la sposa passava davanti agli ospiti con un vassoio e offriva loro un bicchiere di vodka. L'ospite beveva la vodka e diceva Gor'ko per confermare che era davvero vodka e non acqua. In cambio lasciava denaro sul vassoio e baciava la sposa. Poi la tradizione e cambiata e adesso, al coro di Gor'ko, l'unico a baciare la sposa è il legittimo consorte!
Il rito del Matrimonio Induista Per la società induista , il matrimonio per la donna è una iniziazione. Ci sono otto tipi di cerimonia, la più seguita è la Brahamana. Gli sposi non si conoscono e vengono introdotti separatamente in un padiglione, poi il padre consegna sua figlia al giovane.Il giovane sposo prometterà a suo padre e alla futura moglie di comportarsi degnamente verso di lei e di rispettare i tre obiettivi della vita : benessere, devozione e piacere. La cerimonia avviene intorno al fuoco dove si depongono le offerte; lo sposo guida la sposa intorno al fuoco annodando le sue vesti con quelle di lei , saliranno poi in cima a una macina per compiere sette passi su sette mucchietti di riso, alla fine della cerimonia verranno innaffiati con dell’acqua benedetta.
Il rito del Matrimonio Polinesiano Tradizionalmente il matrimonio è un’unione di sangue nelMarae, il tempio immerso nella natura,aperto a terra ,cielo e mare. Un tempo i parenti della sposa si recavano in processione dal ragazzo portando doni e qui la festa durava tutta la notte. Il giorno dopo la coppia si recava nel Marae dove il sacerdote li univa in matrimonio. Poi veniva steso un lenzuolo di Tapa sulla sabbia (corteccia) e la coppia vi si sedeva. Il sacerdote metteva un pezzo di canna da zucchero sulla testa degli sposi , le donne di famiglia si ferivano la fronte con denti di squalo, poi seppellivano una parte di stoffa macchiata di sangue nel Marae mentre il resto veniva diviso tra i famigliari. Al termine del rito veniva dato un nome simbolico alla coppia. Oggi la sposa viene accompagnata nel farè da alcune ragazze ( casa tipica a palafitta), massaggiata con olio di manoi e vestita a festa con parei, collane e corone di tiarè( fiore polinesiano) e ornamenti di madreperla. Lo sposo la raggiunge in canoa, viene tatuato e vestito come un capo. Gli ospiti attendono accompagnati dalla musica dell’ukulele e da danze sensuali come il tamurè. Il sacerdote celebra poi il rito, simbolico per i turisti,a cui segue una romantica fuga in canoa e un banchetto a base di specialità locali. A Bali, al matrimonio partecipa l’intera comunità. Si svolge nel tempio Reale di Mengwi nel palazzo reale di Puru Aging Angantaka di fronte al capo villaggio , c’è la vestizione col sarong, si mettono corone di fiori nei capelli della sposa, la si trucca secondo la tradizione delle danze balinesi. Si prosegue con le offerte alle divinità, il rito del riso sulle tempie come augurio di felicità, fecondità e ricchezza, si legano tra loro le mani della coppia per indicare l’indissolubilità del vincolo. Si conclude col banchetto a cui interviene l’intero paese.
Il rito del Matrimonio Marocchino Sopravvive una festa antichissima durante la quale si registrano davanti alle autorità i matrimoni di fatto avvenuti durante l’anno e si prendono impegni formali per i fidanzamenti dell’anno a venire. Si chiama Moussem e ha luogo nel mese di settembre vicino a Imilchil,protagoniste le tribù berbere che scendono dai monti per fare acquisti prima dell’inverno. C’è un palco per i musici e i danzatori, la tenda delle autorità sotto la quale avvengono le registrazioni dei matrimoni, incontri,contrattazioni e scambi. Nella regione dello Yunnan c’è la comunità dei Mosuo (rego delle donne): qui la discendenza è matrilineare, le donne hanno il completo controllo sulle proprietà, su ogni decisione e distribuiscono soldi e cibo. Le donne scelgono il loro compagno . Il rito più vicino al matrimonio è lo yumijiu, un banchetto che viene organizzato solo un mese dopo la nascita del primo figlio .Dopo la cena lo sposo lascia la casa della moglie dove potrà far ritorno solo all’alba; per tutta la vita , con la luce del sole dovrà far ritorno alla famiglia d’origine obbedendo alla madre e alle sorelle. Per favorire gli incontri tra i giovani d’estate ha luogo il festival degli amanti, quando un ragazzo vede una ragazza che gli piace le solletica il palmo della mano, se lei accetta ricambia strofinando il dorso della mano di lui e il gioco è fatto!
« Venite con me / È la festa di Ognissanti /
Faremo tremare tutti quanti.
Nella dimensione circolare-ciclica del tempo, caratteristica della
cultura celtica, Samhain si trovava in un punto fuori dalla
dimensione temporale che non apparteneva né all'anno vecchio e
neppure al nuovo; in quel momento il velo che divideva dalla terra
dei morti si assottigliava ed i vivi potevano accedervi.
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LA CERIMONIA DEL FIDANZAMENTO Gli sposi si recavano in chiesa insieme ai rispettivi genitori e parenti, il prete appurava la loro identità e procedeva con la dichiarazione di fidanzamento: "... prometti col tuo giuramento di sposare...?". Poi iniziava il periodo dei bandi, degli annunci pubblici dell’imminente matrimonio, soprattutto per scoprire eventuali impedimenti all’unione. LA CERIMONIA DEL MATRIMONIO La cerimonia del matrimonio era simile a quella del fidanzamento ma, ovviamente più solenne: era celebrata di norma nell’atrio della chiesa, gli sposi vestivano di rosso e la sposa doveva avere i capelli lunghi sciolti e coperti da un velo (entrambi gli sposi poi erano coperti da un unico velo).
L’anello nuziale era scambiato e infilato al dito
anulare, che "è il dito con la vena che porta direttamente al
cuore".
Nel momento dello scambio degli anelli c’era l’usanza tra gli invitati di prendersi a spintoni e a volte anche a schiaffi, per non perdere la memoria di tale evento (nella maggior parte dei casi non esistevano documenti scritti). Veniva spezzata un’unica ostia e divisa tra i due sposi, che bevevano dallo stesso calice e poi accendevano un cero alla Santa Vergine. Alla fine della cerimonia, dopo essere usciti dalla chiesa accompagnati per mano dal prete, gli sposi, insieme ai parenti, entravano nel cimitero e andavano a pregare i propri morti.
Sulla strada per casa parenti e amici tiravano grano agli sposi, auspicio di fertilità ed abbondanza (usanza di probabile derivazione pagana, rimasta in uso anche nelle cerimonie religiose di oggi). Poi cominciava la festa: canti, balli e ricche mangiate per giorni e giorni.
Al calar del sole della
prima sera, il prete benediva la stanza e il letto dove i due
giovani sposi avrebbero consumato il matrimonio, anche se molte
volte succedeva che dormissero separati. (Clicca qui per vedere le nostre idee per organizzare un Matrimonio a tema medioevale!)
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